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Riattribuzione chirurgica di sesso PDF Stampa E-mail

Il percorso di adeguamento per la riattribuzione chirurgica di sesso prevede una serie di passi.

In Italia è il Servizio Sanitario Nazionale che regolamenta tale percorso.

Le procedure chirurgiche, necessarie per il cambio di sesso, devono essere innanzitutto  precedute da una sentenza del Tribunale della città di residenza del paziente, mentre qualsiasi endocrinologo può prescrivere la terapia ormonale che precede e segue l'iter chirurgico.

La persona che si scopre transessuale deve rivolgersi quindi ad uno psichiatra che diagnostichi il "Disturbo dell'identità di genere" (DIG). Ottenuta questa diagnosi il paziente può rivolgersi ad uno endocrinologo che prescriverà la terapia ormonale sostitutiva.

Successivamente, o in concomitanza con la terapia ormonale, il transessuale può sottoporsi a trattamenti estetici-chirurgici (rimozione barba, mastoplastica additiva o riduttiva, plastica della laringe, correzione tratti del viso, etc).

Tali interventi sono generalmente considerati "chirurgia estetica" e sono a carico del paziente.

In considerazione di alcuni effetti irreversibili e delle implicazioni psicologiche legate all'assunzione di ormoni, l'inizio della terapia ormonale prevede che il paziente abbia instaurato e portato avanti, secondo modalità concordate, una relazione psicoterapeutica di almeno sei mesi. Successivamente il transessuale dovrà affrontare un periodo di "esperienza di vita" nel ruolo adeguato al genere prescelto. Nell'ambito della relazione terapeutica e in accordo con l'équipe, lo psicoterapeuta e il cliente pianificheranno un tempo congruo, per periodo e durata, comunque non inferiore a un anno.

Effettuato il trattamento ormonale e l'esperienza di vita reale, il transessuale può richiedere al Tribunale l'autorizzazione all'intervento chirurgico di riattribuzione di genere. Ottenuta tale autorizzazione, il paziente ha diritto all'intervento chirurgico a carico del SSN (sistema sanitario nazionale).

Effettuato l'intervento la persona transessuale deve nuovamente rivolgersi al Tribunale per chiedere il cambiamento di stato anagrafico. Ottenuta la sentenza positiva, tutti i documenti d'identità vengono modificati per sesso e per nome, con l'eccezione del casellario giudiziario e dall'estratto integrale di nascita, documenti che possono essere richiesti solo dallo Stato o da Enti Pubblici.

 
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