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Gravidanza e sessualità PDF Stampa E-mail
di Fabrizio Quattrini 

La letteratura in materia di sessualità e gravidanza sembra essere ridotta ai minimi termini. Sono poche le ricerche che sottolineano abitudini e stili di vita delle coppie in attesa di un neonato e la maggior parte di queste sembrano tracciare una linea tra la difficoltà a svincolare la sessualità dalla maternità. La prima viene marcatamente bloccata a favore della seconda, presumibilmente per un rifiuto sociale degli aspetti sessuali della maternità stessa (Ciolli, et al, 1996; Codispoti, De Aloysio, 1981).

Sembra esserci inoltre una difficoltà degli addetti ai lavori (ostetrici, ginecologi) a dedicare più spazio e tempo a questa tematica pur impegnandosi in attività educative come quella della preparazione al parto. A tale riguardo Cappato et al (1996) sottolineano la scarsa preparazione di molti operatori sull’argomento.

Inoltre, gli studiosi del settore che se ne sono occupati, hanno riservato maggior attenzione alla donna, per ciò che concerne la sessualità in gravidanza. Probabilmente sono troppi i cambiamenti bio-fisiologici, psicologici e sociali che riguardano la futura “mamma”, che si trova in bilico tra il “sessuale” presumibilmente conosciuto e il “materno” forse ancora da conoscere, o comunque sempre nuovo. È oltresì importante evidenziare l’equilibrio, forse meno precario, in merito ai cambiamenti sopra riportati, ma altrettanto delicato della figura paterna.

Sessualità in gravidanza

Vivere la sessualità in una fase particolare e ricca di cambiamenti, come può essere quella di una gravidanza, sottolinea, nella coppia, momenti di intimità vissuti e reciprocamente confrontati ma facilmente lasciati all’intuito. Questo può essere da un lato particolarmente creativo, in quanto ricco di stimoli e novità legati al cambiamento in atto, dall’altro, invece, può portare ad esprimere il vissuto della propria cultura con i relativi convincimenti e pregiudizi.

Come evidenziano anche Cappato et al. (1996), i pregiudizi e le false credenze sono tanto dannosi quanto presenti all’interno dell’immaginario sessuale delle coppie “in dolce attesa”, soprattutto se giovani e alla prima gravidanza. A tale riguardo è necessario sfatare tali luoghi comuni in quanto falsi, inutili e tendenzialmente dannosi.

La coppia che si trova ad affrontare una gravidanza, man mano che trascorrono i mesi della gestazione può rilevare eventuali dinamiche disfunzionali, che riguardano condizionamenti o false credenze socio-culturali. Nel 1988 Cafaro, in un’indagine su educazione e comportamento sessuale nei giovani in Italia, sottolinea quei luoghi più comuni, quei pregiudizi da dover sfatare proprio per evitare la eventuale “crisi” nella coppia.

Le false credenze più rilevanti sembrano essere:

  • le donne gravide perdono interesse al sesso;
  • gli uomini non dimostrano interesse sessuale per le donne incinte;
  • le donne gravide non riescono ad avere orgasmi;
  • il rapporto sessuale praticato nei primi mesi di gravidanza può essere pericoloso, abortivo;
  • fare l’amore durante la gravidanza indurrà il nascituro,una volta nato, ad avere un maggiore desiderio sessuale;
  • un’attività sessuale troppo frequente lascerà un segno fisico sul bambino;
  • lo sperma potrà arrivare fino al bambino che lo userà come nutrimento;
  • i bambini nel ventre materno possono sentire ciò che avviene durante il rapporto sessuale;
  • il peso dell’uomo e le sue spinte possono danneggiare il bambino.

Come può essere osservato, l’idea, l’immaginario fantasticato, di un cambiamento evolutivo come la gravidanza, induce una negazione nel vivere serenamente l’esperienza sessuale da un lato e la maternità dall’altro, sia nella donna che nell’uomo (Pasini, 2004; Moretti, Monti, 2003).

In una ricerca sulle puerpere post partum anche Battacchi e De Aloysio (1981) sottolineano la difficoltà delle donne a riconoscere un miglioramento della vita sessuale, pur individuando una netta differenza tra desiderio sessuale e soddisfacimento sessuale. Il primo sembra non diminuire così drasticamente come il secondo. Inoltre il soddisfacimento sessuale sembra subire progressivamente un declino di trimestre in trimestre.

I dati delle ultime ricerche condotte su campioni di puerpere in differenti dipartimenti di Clinica ed Ostetricia in Italia (Scarselli, et al, 2002, Cappato, et al, 1996, Ciolli, et al, 1996) hanno confermato quelli rilevati da Masters e Johnson nel 1966 (Masters e Johnson, 1967).

Viene osservata una modificazione in senso negativo sia per il desiderio che l’eccitazione, l’orgasmo e la soddisfazione; inoltre la frequenza dei rapporti sessuali sembra diminuire marcatamente nel passaggio dal secondo al terzo trimestre.

È utile sottolineare che le cause legate a tale andamento negativo, ove non sussistono controindicazioni mediche, possono essere rilevate in una scarsa fruibilità di informazioni sull’argomento, recepite spesse volte in modo distorto e confuso (Ciolli, et al., 1996) e nella donna, quando quest’ultima non ritiene che la sessualità sia importante all’interno dell’ambito della coppia (Scarselli, et al., 2002).

Anche recenti studi svolti su territorio internazionale su campioni di coppie in gravidanza, sottolineano particolari difficoltà a vivere la relazione sessuale di coppia. In particolare sembra esistere una netta differenza tra i partner rispetto al desiderio sessuale nell’arco dei vari trimestri; questa viene definita da Bitzer, e Alder (2000) area critica della coppia.

Nelle coppie che non entrano nell’area critica sembra esserci una significativa riduzione del coito a vantaggio di carezze-coccole e  di masturbazione. A tale riguardo gli stessi Autori evidenziano l’utilità di tali pratiche al fine di evitare l’insorgenza di disagi prettamente di natura sessuologica.

 

La gravidanza e il maschile.

Se le donne durante la gravidanza sottolineano difficoltà a vivere il cambiamento e la trasformazione corporea pur essendo le dirette interessate a tale evoluzione, gli uomini, dall’altra parte, possono risentire maggiormente ed accusare disfunzionalità di natura comportamentale.

È possibile che questi non comprendano totalmente le esigenze della partner, oppure, se non seguiti adeguatamente in una dimensione educativo sessuo-affettiva, possono sviluppare pensieri distorti e comunque non funzionali all’attività sessuale della stessa coppia.

Già con la ricerca di Master e Johnson (1967) vennero evidenziati, negli uomini, disagi e timori rispetto alla donna incinta. Nello specifico la paura più comune riguardava il timore di fare male al feto e/o alla moglie. Inoltre quando c’era realmente una difficoltà fisiologica nella donna, spesso non risultava chiaro e comprensibile agli uomini quello che il medico sottolineava.

Questo dato continua ad essere evidenziato anche in studi più recenti (Scarselli, et al.,2002). Gli Autori infatti, descrivono che quasi il 70% degli uomini intervistati manifestava un tale timore.

A parte questa difficoltà sembra comunque che l’uomo adotti un atteggiamento tendenzialmente più protettivo, sentendosi più unito alla partner. Sembrerebbe quindi non essere presente una relazione diretta tra diminuzione della sessualità e deterioramento del legame affettivo durante la gravidanza.

È utile evidenziare che questo ruolo così contenitivo e protettivo dell’uomo nei confronti della donna incinta può risultare fortemente ansiogeno per il futuro papà (Badolato, 1993) che in base alle caratteristiche di personalità può reagire in modo ambivalente: favorevolmente assumendosi il carico emotivo che la situazione comporta, oppure sentendosi inadeguato e avendo, eventualmente, reazioni di fuga percependosi non in grado di assumere un carico tanto oneroso.

All’interno di un atteggiamento intimo e affettuoso dell’uomo e della donna in gravidanza è necessaria un’identificazione del partner con la donna incinta e il desiderio di quest’ultima di condividere la gravidanza con il proprio compagno. Questo può favorire l’unione e allo stesso tempo una modalità nuova di esprimersi nella sfera sessuale.

 

Educare alla sessualità

Dall’analisi delle ricerche sopra descritte sembra emergere una dimensione della sessualità nella coppia in gravidanza strettamente legata a fattori psicologici e culturali piuttosto che biologici. A tale riguardo in accordo con Scarselli, et al., (2002), Cappato, et al., (1996) e Ciolli, et al., (1996), è importante investire maggiormente su alcuni canali comunicativi come quello del ginecologo e dell’ostetrico nei confronti del paziente, al fine di educare la coppia durante la gravidanza a vivere serenamente la propria sessualità, a conservare, salvo precise controindicazioni, la frequenza sessuale media prima della gravidanza ed evitando di incorrere in empasse come quelle legate alle problematiche sessuo-relazionali.

Per ovviare a tale disagio, che sembra essere particolarmente sottovalutato, soprattutto, in ambito istituzionale, occorrerebbe costruire percorsi adeguati di educazione alla sessualità per gli addetti ai lavori.

Da alcuni anni mi sto occupando di promuovere tali interventi su tutto il territorio nazionale cercando di formare, in qualità di psicosessuologo, gli operatori socio-sanitari, con particolare riferimento agli ostetrici. L’intento è quello di rendere tali figure più consapevoli di una tematica così importante quale l’aspetto sessuo-relazionale, individuando timori e false credenze e abbattendo stereotipi e pregiudizi.

La particolarità di questo intervento, in linea con il progetto di Educazione Continua in Medicina (ECM), riguarda l’utilizzo di una duplice metodologia teorico/informativa-pratico/esperienziale strutturata in tre stage (full immertion). La parte teorico/informativa vuole preparare i partecipanti ad una riflessione e ad un’analisi delle tematiche prese in esame integrando le esperienze degli stessi con le informazioni di carattere teorico-scientifico; quella pratico/esperienziale utilizza, invece il lavoro di gruppo facilitando la comunicazione, evidenziando i vissuti personali e promuovendo lo sviluppo delle risorse e le capacità di collaborazione.

Al momento non sono ancora disponibili dei dati effettivi riguardo alla ricerca del progetto sopra citato, ma posso sottolineare l’utilità di un simile intervento in quanto la messa in discussione degli operatori (ostetrici), sulle proprie conoscenze e i propri vissuti in ambito sessuo-relazionale, sembrerebbe portare a sviluppare negli stessi una nuova visione della tematica sessuale e, quindi, una più completa disponibilità ad educare le eventuali coppie che si trovano ad affrontare il percorso della gravidanza.

Vivere serenamente e il più possibile svincolati da pregiudizi socio-culturali può indirizzare gli operatori che intervengono su tematiche come la sessualità e, nello specifico, della coppia in gravidanza, a descrivere e fornire indicazioni corrette, abbattendo i tabu e le false credenze facilmente rinnovabili.

 

Conclusioni

Questo lavoro vuole rappresentare una rassegna della letteratura in tema di sessualità e gravidanza. Dall’analisi della letteratura sembra evidente che tutte le ricerche condotte sulla sessualità in gravidanza si orientino sullo studio delle trasformazioni fisiologiche e dei cambiamenti psico-corporei della donna, dando poco rilievo alla figura paterna.

Nonostante questa tendenza si evince una caratteristica della sessualità vissuta nella coppia in gravidanza, come particolarmente vincolata a fattori psicologici e comportamentali. Questo fa riflettere sulla necessità di ulteriori studi di approfondimento dove gruppi sperimentali, eventualmente guidati con dei percorsi di educazione alla sessualità vengono confrontati con gruppi di controllo.

Educare le coppie comporta in prima battuta formare operatori validi nel campo della sanità consultoriale e ospedaliera, cercando di abbattere il più possibile quei pregiudizi e quelle false credenze che spesso nidificano nella nostra formazione socio-culturale.

 

Bibliografia

Badolato, G., 1993, Identità paterna e relazione di coppia, Giuffrè, Milano.

Bitzer, J., Alder, J.,2000, Sexuality during pregnancy and the postpartum period”, Journal of Sex Education and Therapy, XXV, 1, 49-58.

Cafaro, C., 1988, Sessualità in Gravidanza. I Rapporto ASPER, Educazione e Comportamento Sessuale dei Giovani in Italia. Asper-age, Città di Castella.

Cappato, M., Pasini, B., Pellegrini, E., Tommaselli, G., 1996, “Sessualità e Gravidanza”, Rivista di Sessuologica, XX, 3, 247-251.

Ciolli, P., Orsini, A., Russo, P., Russo, R., 1996, “Sessualità e gravidanza. Un’indagine su 100 gestanti”, Rivista di Sessuologia Clinica, III, 3, 23-32

Codispoti Battacchi, O., De Aloysio, D., 1981, Gravidanza e Sessualità, Piccin, Padova.

Masters, W., Johnson, V., 1967,L’atto sessuale nell’uomo e nella donna, Feltrinelli, Milano.

Moretti, S., ;Monti, M., 2003, “Sessualità in Gravidanza e puerperio”, in Rivista telematica Sessualità e Ostetricia on-line, www.ginecolink.net.

Pasini, W., 2004, “Gravidanza e Post-partum”, in Rivista telematica, www.willypasini.it

Scarselli, V., Biagiotti, R., Lino, G., Scarselli, G., 2002, “Sessualità della donna in gravidanza”, in Baldaro Verde, J., Genazzani, A. (a cura di), Identità Sessuale: percorsi a confronto, CIC Edizioni Internazionali, Roma.

 

 
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