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Il matrimonio in bianco: il vaginismo PDF Stampa E-mail
di Debora Pasca 

La sessualità è un campo di indagine complesso, in cui componenti fisiche e psichiche si intrecciano, dove “normalità” e patologia diventano difficili da definire, dove amore e odio, piacere e dolore si mischiano e si confondono. Il DSM IV, che è un manuale diagnostico statistico che definisce tutte le “patologie” definisce le disfunzioni sessuali come “un’anomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psicofisiologiche che caratterizzano il ciclo di risposta sessuale, e causano notevole disagio e difficoltà interpersonali”.

Il ciclo di risposta sessuale può essere diviso in tre fasi: 1.DESIDERIO (comprende le fantasie sull’attività sessuale ed il desiderio di praticare un’attività sessuale); 2.ECCITAZIONE (consiste nella sensazione soggettiva di piacere sessuale ed in particolari modificazioni fisiologiche); 3.ORGASMO (è il picco di piacere sessuale, con allentamento della tensione sessuale e contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi); I disturbi della risposta sessuale possono verificarsi in una o più di queste fasi. Il vaginismo è una disfunzione anomala, perchè non può essere collocata all’interno di questa divisione della risposta sessuale, rientra, invece, insieme con la dispareunia, nei Disturbi da dolore sessuale ed è definita come un ”ricorrente o persistente spasmo involontario della muscolatura del terzo esterno della vagina, che interferisce col rapporto sessuale e che causa notevole disagio o difficoltà interpersonali”. Questo significa che per alcune donne la sola idea della penetrazione vaginale può provocare lo spasmo muscolare. L’esordio di questa disfunzione può avvenire durante i primi rapporti sessuali o la prima visita ginecologica e in genere ha un andamento cronico. Ultimamente, invece di vaginismo si preferisce parlare di "matrimonio bianco o non consumato", spostando l'accento dalla disfunzione della donna a quella della coppia. Molto frequentemente, infatti, il partner della donna che soffre di vaginismo, sostiene il sintomo della compagna, rivelando un atteggiamento problematico rispetto alla sessualità. Le patologie organiche che possono causare il vaginismo sono diverse (rigidezza dell’imene, endometriosi, malattie infiammatorie delle pelvi, ecc.), ma in realtà solo nel 10% dei casi, è possibile rintracciare una causa fisica del disturbo. Da un punto di vista psicologico, sono state date diverse interpretazioni. Secondo la psicoanalisi, il vaginismo è un sintomo di conversione, cioè l’espressione simbolica di un conflitto inconscio. Acuni autori rintracciano le cause della disfunzione soprattutto nel rapporto che le vaginismiche hanno con la propria madre, spesso iperprotettiva, altri individuano un insieme di fattori psicologici e sociali come un’educazione religiosa molto rigida, cattiva informazione sulla fisiologia dell'apparato sessuale o una disfunzione erettile del partner. Friedman (1962), dopo approfonditi studi, descrive tre tipologie di donne che possono esserne affette: • La bella addormentata nel bosco Sceglie in genere un partner con cui vive una relazione di stampo fraterno. E’ una coppia in genere giovane in cui entrambi sono vergini. La caratteristica principale è l’ignoranza nei confronti del sesso in un’epoca in cui è molto facile reperire informazioni al riguardo. Sono coppie che spesso dipendono dai genitori economicamente e con cui possono convivere anche dopo il matrimonio. •Brunilde In questo caso predomina la paura di perdere il controllo di farsi possedere da un uomo, così come Brunilde (la Valkiria, figlia del forte e idealizzato padre Wotan di cui ne assume l’aggressività e la forza). Si tratta di donne spesso dall’aspetto mascolino e aggressivo, che hanno successo e gratificazione nella sfera lavorativa. Considerano la femminilità come una caratteristica “perdente”. •L’ape regina E’ colpita dalla prognosi peggiore, considera l’uomo solo per lo scopo riproduttivo e si lamenta del sintomo in quanto non le permette di realizzare il desiderio di maternità. Il partner non viene tenuto in considerazione così come la sessualità che viene vista in un’accezione negativa. Nonostante la complessità di questa disfunzione, generalmente il trattamento è piuttosto semplice e veloce e la prognosi è più favorevole nel caso di un vaginismo primario che in quello secondario, di solito generato da un trauma subito, come una violenza o un’esperienza affettiva negativa.
LIBRI CONSIGLIATI
FRIEDMAN, L.G. (1962). Virgin Wives. Tavistock Publications, Londra. KAPLAN, H.S. (1974). Nuove terapie sessuali. Bompiani, Milano. KAPLAN, H.S. (1975). Manuale illustato di terapia sessuale. Universale Economica Feltrinelli, Milano. MASTERS, W.H., Johnson, V.E. (1970). Patologia e terapia del rapporto coniugale. Feltrinelli, Milano. SIMONELLI, C. (a cura di), (1996). Diagnosi e trattamento delle disfunzioni sessuali. FrancoAngeli, Milano.

  

 
Discussione (3 posts)
Il matrimonio in bianco: il vaginismo
Jul 01 2009 14:37:57
Discussione sull'articolo: Il matrimonio in bianco: il vaginismo

salve io sono stata fidanzata molti anni con il mio attuale marito(sposata da un mese)senza mai aver avuto nessun rapporto con la penetrazione,lo facciamo ma senz essa,quando proviamo a farlo mi si irrigidisce tutto l'apparato mi viene una paura tremenda e tremo,non so' da cosa e dipeso so solo ke mio marito vorrebbe un figlio da me sta iniziando ad innervosirsi......vorrebbe avermi finalmente tutta sua,come non posso dargli torto ank'io vorrei tutte cose ma non so' propio come farglielo capire,ke faccio?come devo fare aiutatemi!!!!!!!!!!!!!
#42
Re:Il matrimonio in bianco: il vaginismo
Jul 29 2009 10:06:03
Cara Pensierosa,
Pur comprendendo il difficile momento che stai attraversando, vorrei esortarti a riflettere sul perché, ad appena un mese dal matrimonio, il vostro rapporto stia vivendo un momento di forte tensione nonostante vi conosciate da anni.
Nel corso del vostro fidanzamento avete scelto di fare ricorso a comportamenti sessuali diversi dalla penetrazione senza per questo (almeno tu non lo scrivi) entrare in crisi.
Dopo esservi sposati invece questa soluzione, che fino ad oggi era da entrambi accettata, si palesa improvvisamente come un ripiego non più soddisfacente.
Sembra quindi che il desiderio di avere un figlio abbia reso inattuale e non più praticabile fare sesso senza penetrazione.
Ciò che non capisco è perché se prima entrambi vi eravate fatti carico di un tuo problema ("mi si irrigidisce tutto l'apparato mi viene una paura tremenda", adesso siate invece concordi nel ritenere che il problema sia esclusivamente tuo e che solo tu debba porvi rimedio.
E' come se, per il piacere di stare insieme, siate rimasti uniti nel corso del fidanzamento, mentre adesso, per il piacere di avere un figlio, siate in crisi nel corso del matrimonio.
Paradossalmente ciò che vi unisce in questo momento (siamo daccordo che il problema sei tu) è anche ciò che vi separa.
Ti suggerisco perciò di recuperare l'intesa del vostro fidanzamento (scegliamo insieme di non fare ricorso alla penetrazione) per affrontare insieme (cioè come coppia che vive nuove esigenze e vuole darsi nuove possibilità) non il tuo, ma il vostro problema, rivolgendovi il prima possibile ad un sessuologo che vi indicherà i passi e le procedure per una felice soluzione. Puoi chiamarci in Istituto al num. 067887720, saremo lieti di aiutarvi.
Un saluto affettuoso
#47
Re:Il matrimonio in bianco: il vaginismo
Aug 10 2009 14:22:29
per rispondere ad un problema simile che si forma dopo un mese di matrimonio e sopratutta letto-si può inquadrarlo non nel sesso ma maggiormente nell'amore-se lei sente che il problema è suo-deve esternarlo facendolo rientrare nell'amore-se non ci sono problemi d'amore tra entrambi-non ci dovrebbero essere anche nel sesso-dopo sposati se la penetrazione è un sistema d'amore che serve a fare figli è anche un sistema per cementarsi di più -per entrare in una fase d'amore più profondo -essendo passati solo un mese dal matrimonio è la possibbilità d'impostare quello che potrebbe essere sopratutto per te che ci tieni il rapportopiù perfetto per tutto il resto della vita-giacchè l'amore logicamente si consuma e perfeziona a letto-ci devi mettere un po più volontà affinchè questo succeda-per la tua felicità sessuale che vorrai che seguiti per tutta la vita-quindi se l'irrigidimento si forma durante la penetrazione -è logico cambiare chiedere a tuo marito che sarà sennz'altro contento di cambiare metodo di impostare un penetrazione forse piùlenta-proprio come va a te -provare più metodi sei tu che devi essere contenta equesto tuo marito lo sa -e sarà contento di attuarlo-con il tempo sarà la risoluzione di tutto-arrivedci-
#48

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